una poesia per l'Africa di Padre Ernesto Tomè, Saveriano
Sogno di mamma africana
Dall'Ikisunzu si stacca la luna
e splende regina
tra piccole stelle
tingendo le cose di sogno.
Le nubi, trasparente candore,
veleggiano col vento
per lidi ignoti,
mondo di sogni.
Sotto l'Ikisunzu, nella capanna,
una fiammella trema
al pianto d'un bimbo
malato.
Gli occhi accesi al pianto,
la mamma lo serra al seno
per ridargli la vita
che si spegne.
Tra le canne la luna
guarda silenziosa,
il vento cessa di mugolare
tra le gole.
Il pianto del bimbo s'innalza,
raggiunge la flotta delle nubi
sospese, immobili,
si fa immenso.
Di nube in nube, di stella in stella
il pianto sale,
implorante,
nel silenzio incantato.
Tutto è attesa, domanda…
D'improvviso, luminosa,
la risposta risplende nell'azzurro cupo,
una stella s'incendia
nel portarla.
La raccoglie la luna,
la porge il vento,
carezza tiepida
sul volto imperlato.
Il cielo ha un brivido di luce,
la mamma di felicità:
nella capanna il bimbo
non piange più.
Padre Ernesto Tomè, Saveriano

